28 maggio 2011

Evento "Mondiali del Vino" - 4 Maggio 2011

Ecco alcune foto della degustazione non competitiva del "Mondiali del Vino", quattro chardonnay provenienti da angoli di mondo diversi, Italia (Sicilia), Francia (Chablis), USA (California), Nuova Zelanda.

Fotografie gentilmente concesse da Accenture SpA

Sarti del Gusto

24 maggio 2011

Marie Antoinette - Bavarase lamponi e more

Beh che dire, anche se il guardaroba della regina di Francia proprio non ci fa impazzare, però fare il cambio di stagione come lo fai lei non ci dispiacerebbe !

Un cambio di stagione, con tanto di sarto, acconciatore e champagne per non parlare della quantità di dolci che vengono mangiati !

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Questa è sola una delle scene in cui Sofia Coppola, registra del film, mette in evidenza la vita sfarzosa e piena di sprechi della giovanissima regina di Francia.
Visto che il film ha tutte tinte di rosa, allora ci è venuto in mente di fare una bavarese con i frutti di bosco e quale meglio di lamponi e more per creare quel colore rosa e violetto che avevamo proprio in testa.

Anche questa volta abbiamo utilizzato come base la crema inglese e non solo la polpa di frutta ! 
Per fare i due strati, come potete vedere nella foto sotto, bisogna partire con la bavarese di more e una volta leggermente rappresa fare la bavarese di lamponi. 
Oppure potete prendere una scorciatoia, preparate la quantità di crema inglese per entrambi le bavaresi, dividetela in parte uguali, la parte che vorrete utilizzare per il primo strato (nel nostro caso le more) la fate raffreddare in frigo mentre l'altra (nel nostro caso i lamponi) la fate raffreddare a temperatura ambiente.

Ed ecco la ricetta !
Bavarese More e Lamponi


Ingredienti per 6 persone
250 g di latte intero
150 g di lamponi
150g di more
150g di zucchero
60 g di tuorli (circa 3 tuorli)
300 g di panna liquida da montare
10g di gelatina

Scegliete alcuni lamponi e more fra i più belli per decorare il dolce lasciandone per la bavarese 125g di lamponi e 125g di more. Mettete la gelatina a bagno in acqua fredda.  
Procediamo con la crema inglese per entrambe le bavaresi per poi fare raffreddare lo strato inferiore in frigo e lo strato superiore a temperatura ambiente.
Fate scaldare il latte. Mettete i tuorli  in una terrina , unitevi lo zucchero e lavorateli con la frusta elettrica fino a quando il composto sarà diventato biancastro, diluitelo con il latte caldo versato a filo utilizzando un cucchiaio di legno per evitare di fare troppa schiuma. Una volta che i due composti si sono completemente amalgamati  mettete il tutto nella casseruola dove ha bollito il latte e iniziate la cottura, a fuoco debolissimo, girando in continuazione. Portate la temperatura della crema a 82° e cercate di mantenere questa temperatura per circa 2 minuti. Togliete dal fuoco, scioglietevi la gelatina e dividete la crema ottenuta in parti uguali in due ciotole. 
Se non avete a disposizione un termometro mescolate continuamente e proseguite la cottura fino a quando la crema formerà un sottile velo sul cucchiaio facendo attenzione che non arrivi all'ebollizione.
Mettete la prima ciotala in frigo mentre l'altra la lasciate fuori a temperatura ambiente.
Nel frattempo lavate rapidamente i lamponi e le more in acqua freddissima o acqua e ghiaccio, frullateli separatamente e passate la polpa in un colino a maglie fine per togliere tutti i semini dei due frutti.
Controllate la temperatura del composto in frigo, se ha raggiunto i 25 gradi toglietela dal frigo e unitevi la polpa di frutta che vorrete utilizzare per il primo strato.  Iniziate a montare i primi 150g di panna. La panna va montata prima a velocità media, per dare la possibilità alla componente grassa di amalgamarsi bene con la componente liquida, poi quando si iniziano a formare le bolle aumentare la velocità delle fruste al massimo.
Mescolate, delicatamente la panna montata con la crema e la polpa di frutta, con un movimento dall'alto al basso e, quando il composto è ben amalgamato e ha un colore uniforme, versatelo a cucchiaiate in stampi bagnati di acqua fredda, premendo un poco perchè non restino bolle d'aria, quindi sigillate lo stampo con la pellicola trasparente e tenetelo in frigorifero in attesa di aggiungere il secondo strato.
Quando la temperatura della crema lasciata raffreddare a temperatura ambiente ha raggiunto i 25 °C procedete a amalgamere la polpa di frutta per il secondo strato, montare la restante panna ed unirla alla crema con lo stesso procedimento spiegato per il primo strato.
Se il primo strato in frigo risulta abbastanza compatto (non si devono formare onde se si muove lo stampo) potete procedere ad inserire nello stampo il secondo strato. Lasciate riposare la bavarese così ottenuta, in frigo per qualche ora.
Al momento di servirla, immergete lo stampo per pochi secondi in acqua bollente (vi aiuterà ad estrarlo), asciugatelo e rivesciatelo sul piatto da portatata.
Decorate il dolce con i lamponi e le more lasciati da parte.

Buon cambio di stagione a tutti, anche se l'estate è già inziata !


Sarti del Gusto

17 maggio 2011

Pane e cioccolato - il pan brioche

Leggendo il titolo del libro avrete subito pensato a film comico/drammatico "Pane e Cioccolata" interpretato da un eccellente Nino Manfredi. In realtà, oggi non parleremo di film ma di libri in particolare del libro "Pane e Cioccolato" scritto da Sarah-Kate Lynch. Un libro tutto al femminile che parla di Esme che a diciannove anni scopre in una panetteria nel sud-ovest della Francia, i piaceri del pane e del sesso!

Quello che ci è particolarmente piaciuto del libro, è la descrizione del pane e del lievito madre... ecco a voi un piccolo estratto del prologo.



"..... E' li, in quell'antica stanza annerita, scavata nella pietra e nascosta sottoterra in una collinetta vicino alla dordogna, che tutto ebbe inizio. E proprio l'inizio, l'avrebbe scoperto presto, era la chiave , perchè il segreto di quel pane stava nel lievito naturale, quella mistura viva e gorgogliante che, oggi come in passato, viene aggiunta all'impasto di acqua e farina. Per quasi due secoli, in quella stanza calda e massiccia il lievito aveva dato vita a pagnotte piacevolmente aspre, e nessun altro pane lì nel sud-est, in tutta la Francia, nel resto d'Europa, nel mondo intero, aveva quello stesso sapore. Di sicuro l'impasto era fatto con la farina ricavata dal grano appena macinato dei campi circostanti, cui era unita l'acqua del fiume che scorreva sinuoso, e in questo non c'era niente di speciale ma tutti potevano farlo. Ma l'anima, l'essenza di quel piacere assoluto non la si poteva acchiappare lì intorno. Quella proveniva dal lievito, dalla sua schiuma leggera, e il sapore nasceva dal passato, da quei vecchi muri, dal sole che scaldava le tende a righe gialle della panetteria, dal tenue profumo di lavanda che dalle fioriere alle finestre, serpeggiava giù lungo le scale, dal fieno dorato che ricopriva i pascoli vinici, dalle generazioni di panettieri che l'avevano cresciuto, nutrito, condiviso, amato. Tempo dopo, quando ormai ne sapeva molto di più e la sua fame era stata saziata più volte, ma non del tutto, da quel pane, Esme si era scoperta attratta da quel lievito, che giaceva vitale sul fondo di una vecchia tinozza in attesa di animare l'impasto successivo. Ora conosceva la magia che compiva e ne era completamente incantata. Senza di lui, infatti, il pain au levain non era certo degno di questo nome, era solo un miscuglio insipido. Ma bastava aggiungere quel lievito potente, un pizzico di sale delle saline della Guerande e lasciar riposare al caldo, poi ci voleva il lavoro delle sapienti mani del fornaio, ancora un po' di riposo, infine la cottura ad alte temperature.... et voilà!"
Tratto da "Pane e Cioccolato" di Sarah-Kate Lynch

Ovviamente una volta letto l'ultima pagina del libro non si può far altro che fare il pane! Purtroppo non abbiamo un lievito madre ma visto che la protagonista faceva il pane che poi veniva mangiato la matttina abbiamo pensata di fare un pan brioche che è fantastico per fare colazione con la marmellata o per i più golosi con del cioccolato.

Dei metodi di lievitazione ne  abbiamo già parlato un po' qui e allora in questo nuovo post passiamo direttamente alla ricetta.



Pan Brioche


375g di farina 00 + un po' per finire l'impasto
2 tuorli d'uovo
1 tuolo in più per decorare
225g di latte intero
15g di burro
5g di zucchero
25 g di lievito di birra
7 g di sale


Scaldate il latte in un pentolino con il sale e lo zucchero e il burro. Cuocere per 4-5 minuti, portandolo ad una temperatura di 31°C; toglietelo dal fuoco e continuate a mescolare fino a quando il burro non si sarà completamente sciolto.
Quando la temperatura si sarà stabilizzata intorno ai 31 °C (appena tolto dal fuoco il composto continuerà inevitabilmente ad aumentare di temperatura) incorporate il lievito ed amalgamente bene con la frusta.
Lasciate intiepidire un pochino il latte, unire al latte i tuorli d'uovo leggermente sbattuti e continuare a mescolare con la frusta fino a quando i tuorli non si siano amalgamati perfettamente. Setacciate 375g di farina e versarla nella planetaria ed azionate il motore. 
Aggiungete il composto liquido nella planetaria e impastate per una ventina di minuti.
Se non avete a disposizione una planetaria o una impastatrice, tiratevi su le maniche, disponete la farina a fontana aggiungere il liquido ed iniziate ad impastare pizzicando la farina dal centro e inglobandola al composto liquido.
Al termine dei 20 minuti infariante la spianatoia e lavorare l'impasto a mano aggiungendo la farina fino a quando non risulta più appiccicoso e diventa completamente liscio.
Dare all'impasto una forma leggermente allungata e collocarlo in  uno stampo da plumcake precedentemente imburrato e infarinato.
Coprire con un panno pulito e lasciate lievitare a temperatura ambiente per 1 ora circa.
Quando l'impasto sarà lievitato, spennalate la superficie con il terzo tuorlo uovo allungato con un goccio di latte, e infornate nel forno preriscaldato a 185°C - 190°C per 20 minuti.
Una volta sfornato, togliere il pan brioche dallo stampo, lasciarlo intiepidire e affettarlo e mangiatelo a vostro gusto....anche tagliato si mantiene per alcuni giorni, coperto con carta argentata in una tortiera.

Buona colazione !

Sarti del Gusto
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10 maggio 2011

I mari del sud - Pasta alla bietola rossa e salsiccia

Un po' di tempo fa, una amica ci ha regalato il libro "I mari del sud" perchè non avevamo mai parlato sul nostro blog di Pepe Carvalho il detective ideato da Manuel Vazquez Montalban.


Leggendo il libro, ci sono venuti un sacco di spunti per ricette a partire dalla Paella, per passare a qualche ricetta con gamberi e melanzane ed arrivare ad un piatto da abbinare ad un blanc de blancs..... ma alla fine abbiamo pensato che Montalban gourmet come Pepe Carvalho ha pubblicato un curioso volume in cui sono raccolte le ricette di 120 piatti citati nei primi quattordici volumi dedicati all'investigatore galiziano. Quindi, per non fare una ricetta scontata perchè presente in questo volume abbiamo pensato di dedicare la nostra ricetta alla "cagnetta" di Pepe Carvalho di nome "Bietola" !

...."ugggggh ! Cos'è questa roba?"
"Un cane. O meglio una cagna. "
Charo balzò in piedi allarmata dal fiutare di Bietola.
"E' la tua nuova compagna?"
"Nuovissima. L'ho comprata ieri."
"Niente di speciale. Come si chiama?"
"Bietola."
"Come la verdura?"
"In catalano bietola non signigica soltanto bietola, ma anche pappamolla, pietolone."
Biscuter aggiunse la sua nota erudita e si ritirò in cucina.

Tratto da "I mari del sud" Manuel Vazquez Montalban.

Come al solito andiamo al mercato di San Teodoro con l'idea di acquistare un po' di bietola verde per fare una pasta con bietola, salsicce e gocce di aceto balsamico ristretto. Il nostro banco di fiducia, a cui ci rivolgiamo di solito, questa settimana non aveva la bietola verde e ci consigliano la bietola rossa assicurandoci che è sicuramente più saporita di quella verde. Onestamente ne avevamo sentito parlare ma non l'avevamo mai provata.... e anche questa volta ci siamo fidati dei consigli della signora !

Seguiamo il solito procedimento per la nostra semplice pasta ed ecco che ci troviamo di fronte ad una pasta da un colore shock ... sembra che abbia subito un colpo di pennarello rosso evidenziatore, all'inizio la guardi con diffidenza ma dopo il primo boccone te ne innamori! Vi assicuriamo che la nostra foto non ha subito ritocchi !!!

Come al solito ecco la ricetta, ovviamente potete sostituire la bietola rossa con quella verde ed otterete un colore un po' più comune.

Prima della ricetta citiamo anche "Ricette immorali"  sempre di Vazquez Montalban di cui abbiamo parlato qui.

Rigatoni con salsiccia, bietole e riduzione di aceto balsamico


Ingredienti per 4 persone

320g di rigatoni
400g di bietola rossa o verde
200g salsiccia fresca
40g di cipolla bianca
3cl di vino bianco
1dl di brodo vegetale
125g di aceto balsamico
olio
sale 
pepe

Pulire le bietole, eliminado la costa bianca o rossa e lavarle, sgocciolarle e tagliarne a listarelle sottili. Affettare finemente la cipolla e farla appassire a fuoco dolce in una padella con un filo d'olio. Aggiungete 200g di salsiccia privata della pelle e taglieta a pezzetti e fare rosolare lentamente per circa un minuto.  Bagnare con il vino bianco, fare evaporare, aggiungere il brodo e le bietole, lasciate insaporire per 2, 3 minuti, regolate di sale e pepe e continuate la cottura finche le bietole saranno cotte.

Per la riduzione di aceto balsamico, mettete sul fuoco, regolando la fiamma quasi al minimo, un pentolino con l'aceto balsamico e lasciate ridurre fino a quando l'aceto non è diventato un terzo del suo volume iniziale o fino a quando non vedete delle bolle consistenti che si formano in superfice. Se siete dei puristi al posto della riduzione di aceto balsamico potete utilizzare l'aceto balsamico tradizionale di Modena ma ovviamente il costo della ricetta aumenta di parecchio. Inoltre la riduzione che avete ottenuto la potete conservare in una bottiglietta per un mese ma attenzione a non metterla al frigo altrimenti si indurisce troppo e non riuscite ad utilizzarla.

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata in ebollizione, scolarla, versala nella padella contenente le bietole e la salsiccia e farla saltare per alcuni secondi a fuoco dolce.

Disporre la pasta nei piatti e guarnire con qualche goccia di aceto balsamico.

P.S. La foto è stata fatta un po' di corsa prima di mettere l'aceto :-(

Buon appetito !

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03 maggio 2011

Mezzogiorno e mezzo di fuoco - Gelato al rabarbaro

Era diventato una persecuzione, un po' un lavaggio del cervello come quella del governatore nel film "Mezzogiorno e mezzo di fuoco"  di Mel Brooks che fa dire a tutti Rabarbaro.

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Possibile che non si riusciva a trovare un po' di rabarbaro per provare a fare qualche ricetta?

Finalmente trovato !!!! Ad un prezzo sproporzionato al mercato di Campo di Fiori. Si, il prezzo è di 14 euro al Kg e per comprarne due coste abbiamo speso quattro euro e cinquanta centesimi!

Incartato accuratamente lo abbiamo messo in frigo dove si conserva per alcuni giorni ed ora  cosa ci facciamo? 

Sappiamo che il rabarbaro ha origini antichissime che parte dall'antico Oriente e che attraversa tutto il periodo coloniale. Oggi  è molto usato nel mondo anglossasone dove sono in molti a coltivarlo nell'orto di casa. Gli inglesi e gli americani chiamano questa pianta "pie plant" perchè è ideale per fare ottime confetture e composte, mousse e soufllè, semifreddi e gelati, torte e crostate. 

Infatti il rabarbaro esprime davvero il suo pontenziale nella creazione di dolci.

Due curiosità prima di passare alla ricetta:
Le foglie di rabarbaro possono essere utilizzate, tuttavia l'uso è categoricamente sconsigliato a causa dell'elevato tenore in acido ossalico. Inoltre, l'uso del rabarbaro è categoricamente sconsigliato alle donne durante la gravidanza e l'allattamento per via delle sue proprietà lassative e di interferenze con alcuni funzioni fisiologiche relative dell'apparato digerete, al sistema circolatorio, al sistema escretore.

Ed ora spolveriamo la gelatiera preparando un gelato a base di latte con la nostra pianta dei desideri.

Gelato al rabarbaro

 Ingredienti per 4 persone
300g di rabarbaro
 150g di latte intero
75g di zucchero
7,5g di glucosio
25g di latte in polvere
65g di panna liquida
1g di lecitina di soia
1,5g di Agar Agar


Mondate le coste di rabarbaro con il coltello. Dovete eliminare con cura tutte le foglie, quindi lavate le coste facendo attenzione a togliere eventuali tracce di terriccio, sgocciolatele, poi asciugatele con un panno.

Proseguite a mondare il rabarbaro eliminando, con un coltellino da cucina, i filamenti che percorrono le coste in lunghezza.
Riducete le coste così mondate a pezzetti e raccoglietele in una casseruola insieme con  il latte, la panna e il glucosio, portate ad ebollizione e lasciate cuocere per 10-15 minuti. 

Spegnete la fiamma e frullate il composto. 

Mescolate gli ingredienti in polvere cioè lo zucchero, il latte in polvere, la lecitina e l'agar agar. Passate, con un colino a maglie fine il latte e la panna aromatizzate al rabarbaro e unite il composto filtrato agli ingredienti in polvere, mescolando con una frusta sino ad ottenere una miscela liscia ed omogenea.

Rimettete il tutto sul fuoco e portate alla temperatura di 85°C (temperatura di alta pastorizzazione). Riducete la fiamma e mantenente la miscela a tale temperatura per 2 minuti.
Tolta dal fuoco, mettete la miscela nella planiteria o con l'ausilo di una frusta elettrica battete il composto per 10 minuti. Questa operazione serve ad amalgamare ed emulsionare i componenti.
Trasferite la miscela nel frigorifeto e lasciatela raffreddare per mezz'ora. Rimettela quindi un'altra volta nella planetarie o con l'ausilio di una frusta elettrica battete per altri 5 minuti, per rendere la miscela più omogenea, dopo la permanenza in frigorifero.
Passate infine in gelatiera per 15-20 minuti.

Slurp !

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